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Sticciano
La soria ci parla di Sticciano fin da prima del mille; infatti lo si nomina come possesso della famiglia Aldobrandeschi in atti del 996. La potente casata vi dominava con la famiglia Ranieri, Conti di Sticciano e Torniella. Questi spesso erano in lite con Siena, a cui fecero il loro primo atto di sottomissione solo nel 1251 con Ranieri da Cappucciano, affiliatosi alla parte ghibellina. Dopo varie ribellioni e sottomissioni dei da Capucciano, Siena conquistò definitivamente il borgo, la vicina Montemassi e il contado nel 1328. Nel 1438, probabilmente per lo spopolamento del castello, il governo senese annullò gran parte dei privilegi giurisdizionali di cui il borgo godeva. Nel 1461 il feudo passa dal Conte Bindo Sticciani ai Piccolomini, ai quali i Medici confermano la signoria, facendo di Sticciano un centro del rinfeudamento granducale. La chiesa romanica di Sticciano, intitolata alla SS. Concezione, più nota come pieve di S. Mustiola e l'unica tra le chiese castellane del territorio che conserva ancora il suo aspetto medievale. Ha una planimetria a navata unica rettangolare con abside semicircolare, il campanile rettangolare a forma di torre inserito dentro la chiesa, il coronamento dell'abside è ad archetti ciechi pensili poggiati su mensole, di architettura romanico-lombarda. Il portale principale è raggiungibile da una doppia scala in pietra. Presenta un architrave decorata da due croci romaniche e simbologie riconducibili ai templari; quello laterale ha una decorazione a palmette con foglie incrociate sulla cornice dell'arco di volta e risulta curiosamente sopraelevato rispetto al suolo. Alla estremità nord del paese si trova il palazzo baronale dei Piccolomini, a forma di padiglione seicentesco. I visitatori alla ricerca del paesaggio della maremma troveranno qui interessanti scorci pittoreschi sui boschi e sulla sottostante pianura e un borgo ancora intatto che non è sceso a compromessi con la modernità.
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- Sito ad aggiornamento NON periodico - © 2004-2010 - Foto Toscana
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