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Pistoia
Le sue origini sono legate all'espansione a nord dell'impero Romano anche se alcuni ritrovamenti archeologci etruschi lasciano presupporre un precedente insediamento nella zona del Duomo. Pistoia doveva essere una città fortificata, un oppidum, destinata rifornimento delle milizie in guerra contro i liguri. Il suo nome Pistoria, in latino indica il forno per il pane. L'unico episodio importante dell'antichità fu la sconfitta di Catilina avvenuta nel gennaio del 62 a.C. in una località imprecisata dell'ager pistoriensis. Nel V secolo la città divenne sede vescovile e subì il saccheggio dei Goti di Radagaiso (405 d. C.). In seguito fu dominata dai longobardi con i quali acquisì un ruolo strategico, divenendo sede di un gastaldato. In questo periodo Pistoia era cinta da una cortina difensiva e il centro si era organizzato attorno alla curtis domini regis. Con il nuovo millennio mutarono le istituzioni politiche; è del 1117 la promulgazione dei primi Statuti e nel 1158 il podestà arginò il potere del vescovo il cui palazzo fortificato sorgeva presso la cattedrale. Nel 1150 iniziò la costruzione della seconda cerchia muraria. Durante l'undicesimo e il dodicesimo secolo si ebbe il periodo di massimo splendore, la città acquistò l'aspetto romanico che ancora oggi ne è la principale caratteristica. La vita civile fu tuttavia turbata dagli scontri che opponevano le opposte fazioni Guelfa e Ghibellina prima, Bianca e Nera poi. Nel XIII secolo la città subì una grave crisi politica e si trovò costretta tra le potenti Firenze e Lucca. Nel maggio del 1305 iniziò per Pistoia un anno di assedio che terminò con la resa per fame ai fiorentini alleati con Carlo d'Angiò. Nel corso del secolo Pistoia fu sotto varie signorie fiorentine e con Castruccio Castracani, sotto il potere di Lucca. Nel 1401 Pistoia perse definitivamente la propria indipendenza e divenne parte integrante dei domini fiorentini. Il continuo riaccendersi durante la prima metà del Cinquecento delle lotte tra le fazioni cittadine capeggiate dalle famiglie dei Cancellieri e dei Panciatichi condusse in città il Machiavelli che fece accrescere il potere di Firenze su Pistoia esautorando ogni autonomia locale. Tuttavia negli anni successivi la città prosperò, come testimoniano ancora oggi i numerosi palazzi gentilizi che ne nobilitano le strade. Nel secolo XVII un rappresentante dell'aristocrazia cittadina, il Card. Giulio Rospigliosi fu eletto Papa con il nome di Clemente IX. Estintasi la dinastia dei Medici, la Toscana divenne dominio dei Lorena: furono anni floridi e la costruzione della via modenese restituì alla città quella centralità negli scambi con il Settentrione che ne era stata la principale caratteristica. Alla fine del secolo Pistoia fu occupata dalle truppe francesi del giovane generale Napoleone. Durante il dominio francese Pistoia fu inclusa nel dipartimento dell'Arno e divenne una municipalità governata da un Maire. Con il Congresso di Vienna e la restaurazione in Toscana rientrarono i Lorena che ripresero l'opera di riforma iniziata da Pietro Leopoldo. Nel 1851 la ferrovia Maria Antonia da Firenze arrivò a Pistoia e più tardi, nel 1864 già dopo l'unità d'Italia, fu realizzata la ferrovia Porrettana. Nel 1848 Pistoia fu nominata dal granduca capoluogo di compartimento e fu dotata di una prefettura. Nel 1860 aderì con un plebiscito al Regno d'Italia. Con l'abolizione della cinta daziaria nel 1909 le mura persero ogni loro significato e fu iniziata la loro parziale demolizione. Le ultime vicende storiche sono le distruzioni della seconda guerra mondiale: I partigiani liberando Pistoia l'8 settembre del 1944 trovarono una città gravemente danneggiata. Con la ricostruzione Pistoia si è trasformata e oggi è un importante centro commerciale e industriale che si lega all'area metropolitana fiorentina.
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