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Montegemoli
Le prime notizie storiche risalgono al 1121 in una bolla del Pontefice Callisto II a favore della badia di Morrona. Successivamente anche Alessandro III nomina un "Castrum de Monte Gemoli" in un'altra bolla de1 1176 all'abate del monastero di Monteverdi. Dieci anni dopo il castello viene dato in feudo da Arrigo VI a Ildebrando Pannocchieschi vescovo di Volterra. Subito dopo troviamo come Signori del castello i conti Aldobrandeschi di S. Fiora e di Sovana. A metà del secolo XIII gli uomini di Montegemoli giurano fedeltà a Volterra sottomettendosi al Podestà Sinibaldo Torquanacci. Nel 1273 la Santa Sede si impossessa del castello per una ritorsione giustificata dall'ospitalità data al Conte Guido di Montfort, scomunicato da Papa Gregorio X. Da questa vicenda nasce una disputa con i volterrani che finisce davanti a Re Carlo d'Angiò. Un atto del 1305 redatto nel castello di S. Fiora sancisce la vendita al comune di Volterra del dominio di Monte Gemoli e delle sue saline da parte dei conti palatini Ildebrandino Novello ed Arrigo. Nel 1361 a seguito delle sommosse a Volterra, che culmineranno con la decapitazione del dispotico Bocchino di Belforte, le truppe fiorentine prendono possesso di Montegemoli. Il secolo successivo vede, nel 1447 l'invasione dell'esercito Aragonese di Re Alfonso I che occupa anche Montegemoli e la vicina Pomarance arrecando danni ingenti al paese e alle saline. Dopo questi fatti per il castello inizia un periodo di declino che lo porta a cadere nell'oblio fino al settecento. In questo secolo Monteemoli è uun possedimento dei Conti Guidi che hanno l'idea di crerare una contea con i vicini borghi di Libbiano e Micciano, ma il tentativo viene subito osteggiato dalla comunità di Pomarance che alla fine, nel 1776 include definitvamente il borgo nel suo territorio. Nel 1883, la famiglia dei Conti d'Albertis, attuali proprietari, acquista il castello con il piccolo borgo e una trentina di poderi con terreno annesso che al censimento dell'epoca annoverava 265 abitanti. Oggi Montegemoli è un pugno di case in un angolo appartato della val di Cecina, immerso in stupendi paesaggi di campagna, intercalati da boschi e vallate. Il piccolo paese conserva ancora una struttura che permette di riconoscere il suo passato di rocca fortificata. Su tutto svetta la torre medioevale di forma cilindrica sul lato nord del borgo. A sud, salendo una scalinata, si giunge alla piazzetta della chiesa parzialmente ricavata sui resti della seconda torre, che probabilmente doveva essere gemella della superstite. Qui troviamo la Chiesa di San Bartolomeo che risale al secolo XIII con successivi rifacimenti. Si presenta con una struttura a capanna senza abside; al suo interno si trova la "Madonna del melograno e Bambino" commissionata a Francesco Neri Guntarini da Volterra da Coluccio Frescolini di Montegemoli intorno al 1360.
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- Sito ad aggiornamento NON periodico - © 2004-2010 - Foto Toscana
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