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Montecarlo
Montecarlo,un’isola immersa in mare di olivi, borgo medievale adagiato su un colle fra i più belli della Valdinievole e dominatore incontrastato della pianura sottostante, immerso fra secolari ulivi e vigneti produttori di un vino fra i più buoni della Toscana, apprezzato già dai romani per la sua bontà, ebbe origine nel lontano 1333 in seguito alla distruzione dell’antico castello di Vivinaia, da parte dei fiorentini avvenuta nel 1331, che spinse i suoi abitanti, a rifugiarsi all’ombra della rocca del Cerruglio, antica fortezza ubicata nel punto più in alto del colle, in mezzo a un bosco di cerri, dai quali prenderà il nome “Cerrus, Cerruliculum, Cerrulium, Cerruglio” e dalla forma triangolare, comprendente al suo interno due torrioni gemelli. Al nascente borgo, venne dato il nome di “Mons Charoli”, (il Monte di Carlo) in onore del principe Carlo di Lussemburgo, inviato a Lucca come Vicario il 1 gennaio 1332 da re Giovanni ,con l’incarico di liberare la città dal giogo dei pisani, in seguito quando il principe diverrà imperatore co l nome di Carlo IV, ritornerà spesso a Montecarlo e ne curerà personalmente la sua fortificazione. Il castello di Vivinaia, antecedente al mille sorgeva a poca distanza dalla rocca del Cerruglio, in una posizione più in basso circondato da vigneti dai quali prenderà anche il nome “Via Vinaria”(via del vinaio), come viene citato all’interno di un placito, emanato dall’imperatore Corrado II, il 22 febbraio 1038 ospite a Vivinaia presso il Conte Bonifazio, alcuni secoli dopo nel periodo della signoria di Castruccio Castracane a Lucca il suo nome venne tramutato in Castello Lucchese “Castrum Lucense” La sua distruzione 1331, avvenne per mano dei fiorentini costretti a rinunciare all’assedio di Lucca, per l’arrivo di truppe inviate da re Giovanni in soccorso della città, durante la loro ritirata quando giunsero a Vivinaia, obbligarono i poveri abitanti ad abbandonarlo entro la notte, pena la morte e arrivati alla sera, per ritorsione contro i lucchesi gli diedero fuoco distruggendolo completamente, ponendo fine alla sua esistenza. Gli abitanti rimasti senza casa e protezione, iniziarono a insediarsi ai piedi della fortezza del Cerruglio dando vita così all’attuale Montecarlo, il castello come già riferito realizzato da Carlo IV, restò sotto la giurisdizione di Lucca eccetto per una breve parentesi pisana terminata nel 1437, i lucchesi per amministralo vi insediarono un Podestà, alle dipendenze del Vicario della Vicaria della Valeriana, lo stemma di uno di questi Podestà con la scritta “Federici Jo Potis”, è ancora oggi visibile sulla facciata dell’antico palazzo Pretorio (il monastero), il 24 maggio del 1374, in seguito alla crescente importanza militare ed economica raggiunta dalla fortezza, il Consiglio degli anziani della repubblicani Lucca, emanò un decreto ordinando al Vicario di risiedere in Montecarlo, abbandonando la sede di Villabasilica “De Monte Carolo, Collodio et Vicaria Vallisarianae et Plebatus Villae Basilicae fiat una Vicaria et vocetur Vallisarianae, et Vicarius recidere debeat in Monte Carolo”, ordine che venne rispettato per pochi anni nel 1399, con un altro decreto gli venne concessa la libertà di decidere dove risiedere e nonostante l’importanza del castello, che disponeva anche di una gabella propria indipendente dalla Vicaria, i Vicari l’abbandonarono per tornare alla vecchia residenza. Alla fine della guerra tra Lucca e Firenze nel 1437, Montecarlo passò definitivamente sotto la giurisdizione di Firenze fino all’unità d’Italia, i fiorentini misero subito il castello sotto le dipendenze di un Vicario, con l’obbligo di risiedere nel palazzo Pretorio e come era consuetudine di quei tempi, di apporrere sulla facciata il proprio stemma scolpito su una pietra o dipinto (molti di questi sono sempre visibili). I fiorentini dopo la vittoriosa battaglia di Montecatini del 1554, smantellarono il castello di Montecatini e Cosimo I dei Medici volendone sfruttare la sua posizione di confine con lo stato lucchese nel 1556 dopo una sua visita alla fortezza decise di ampliarla, ampliamenti che solo nella parte sud verranno portati a termine.
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