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Carrara: la città del marmo
Il centro abitato originario era situato in una zona di forma tirangolare attorno all'attuale piazza Duomo. I primi insediamenti vengono fatti risalire ai romani che utilizzavano il marmo delle vicine cave per la realizzazione dei monumenti anche se il centro piu importante della zona era la vicina Luni che controllava il commercio del marmo delle cave. Carrara viene citata la prima volta, come "curtis de Cararia" allorchè l'imperatore Ottone I la cede ai Vercovi di Luni. Nell'alto Medioevo le cave sono pressochè abbandonate di Carrara si ricomincia a parlare dal XII secolo: iniziano tre secoli di contese durante i quali la città passa agli Spinola di Genova, ai Rossi di parma, agli Scaligeri di Verona, i Visconti di Milano e i Guinigi di Lucca. Nel 1442 Carrara entra a far parte stabilmente, insieme a Massa, dei possedimenti dei conti Malaspina. Inizia un'espansione dell'originario centro storico contornato da mura. Nel 1557 il conte Alberico I Cybo Malaspina amplia la cerchia muraria includendovi i sobborghi nati all'esterno e riorganizza l'impianto urbanistico creando Piazza Alberica che da lui prende il nome. Un'altro importante momento storico giunge nel 1769 quando Maria Teresa Cybo Malaspina sposa il duca di Modena e fonda l'accademia di belle arti. In questo periodo Carrara è sotto l'influenza del ducato di Modena. Dal 1796 al 1851 viene inserita nella repubblica cisalpina, in qusto periodo Elisa Baciocchi sposta l'accademia di belle arti nel palazzo Cybo Malaspina in cui risiede ancora oggi. Il palazzo ingloba il precedente castello medioevale del quale è ancora visibile il maschio restaurato. Dopo gli sconvogimenti napoleonici la città passa agli estensi fino all'unità d'italia. Nel centro storico sono visibili molte testimonianze delle sue vicende storiche: Piazza aberica con i palazzi seicenteschi e il monumento a Beatrice d'este. Via S. Maria con la casa del naturalista e storico Emanuele Repetti. Più avanti si giunge in piazza del Duomo. la cattedrale, terminato nel sec. XIII, è ricoperta di marmi a bande bianche e grigie. La facciata, in stile pisano ospita un magnifico rosone costituito da 20 colonnette marmoree. La piazza ospita anche un imponente statua di Andrea Doria, nelle sembianze di Nettuno, opera incomiuta di Baccio Bandinelli. Caratteristica è anche la parte del borgo addossata al torrente Carrione con vicoli e case variopinte. Oggi la città si estende in pratica fino al mare essendo si di fatto saldata alla frazione di Marina di Carrara a cui è collegata da viale XX settembre. Percorrendolo in direzione del centro città e delle alpi apuane lo sguardo non puo' che cadere sul retrostante bianco delle cave e dei ravaneti che testimoniano la millenaria opera dell'uomo.
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- Sito ad aggiornamento NON periodico - © 2004-2010 - Foto Toscana
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